Il Riso

 

Storia del Riso


Regno: Plantae

Classe: Monocotyledones

Ordine: Poales

Famiglia: Poaceae

Sottofamiglia: Ehrhartoideae

Tribù: Orizeae

Genere: Oryza

Specie: Oryza sativa

 

Il riso è apparso sulla terra circa 10.000 anni fa quando i ghiacciai si ritrassero lasciando ampie zone paludose.

Solamente in tempi recenti attraverso la genetica si è riusciti a ricostruire la vicenda millenaria di questo prezioso alimento.

Sembra che questa piantina, che all'inizio non era altro che un'erba spontanea, sia nata per caso nell'Asia sub-tropicale, dove il clima è caldo e umido di conseguenza molti ambienti sono paludosi.

Una selezione naturale e tecniche di coltivazione hanno visto la nascita del riso.

A tal proposito una leggenda significativa è quella di Kang Hi, un imperatore che visse fra il 1662 e il 1723 avanti Cristo che aveva la passione dell'agricoltura. Un giorno notò che in un suo campo di riso, alcune pannocchie erano maturate prima. Osservò con maggiore attenzione, ci lavorò con spirito scientifico assieme ai suoi funzionari e ne saltò fuori lo "yu - mi", il riso imperiale, o precoce, che venne seminato e coltivato a settentrione della Grande Muraglia dove arriva prima la stagione fredda. La selezione di questa varietà di riso precoce (180gg) rese possibile la coltivazione alle latitudini più settentrionali come in Europa e di conseguenza nella  Pianura Padana, l'area italiana dove è concentrata la coltivazione risicoltura.

Presumibilmente il riso giunse in Italia dall'Asia via Venezia.  La coltivazione fu introdotta tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, dai Monaci dell'abbazia benedettina di Santa Maria di Lucedio che disboscarono la vastissima selva che la circondava e crearono le prime risaie.

Indispensabili furono le opere di bonifica e di irrigazione, realizzate nei secoli seguenti, che modificarono radicalmente l’ambiente e favorirono lo sviluppo e al rinnovamento delle attività umane.

Nel ‘700, gli ettari coltivati a risaia sono circa 20000, durante l'occupazione napoleonica circa 40000 ettari tra Santhià, Vercelli, Biella e appena un anno prima dell'unificazione italiana nella sola provincia di Vercelli si contano 30000 ettari coltivati a risaia. Dopo lo scavo del Canale Cavour (1866) si ha la vera svolta e gli ettari adibiti a risaia diventano 230000.

Per quattrocento anni, dal XV secolo al 1850, fu coltivata un'unica varietà: il "Nostrale" che dovette fare pesantemente i conti col "Brusone", una malattia inquadrata con precisione soltanto nel 1903, in occasione del secondo convegno internazionale di risicoltura di Mortara.  Nel 1839, il gesuita Padre Calleri scappo' abusivamente dalle Filippine con i semi di 43 varietà di riso asiatico che sarebbero poi serviti ai pionieri della genetica vegetale per creare la moderna risicoltura. Questi selezionatori, osservando il comportamento della natura e, andando a tentoni con prove continue, ottennero le varietà più note delle quali permane inalterata la memoria anche in cucina.

La coltivazione di queste varietà richiedeva un gran numero di personale fisso e di bestiame indispensabile alla lavorazione del fondo agricolo;a tutto ciò si aggiungevano delle lavoratrici stagionali provenienti da Emilia Romagna, Veneto e Lombardia chiamate mondine. Il loro compito era quello di trapiantare le piante di riso e di estirpare le erbacce infestanti.

Questa moltitudine di gente viveva in cascine tipiche della civiltà agricola vercellese, di origine forse feudale, se non addirittura derivate dalle ville rustiche romane dando vita soprattutto nel periodo estivo a veri e propri paesi  racchiusi nei paesi stessi.

Negli anni cinquanta, con l' avvento della meccanizzazione e l'introduzione delle sostanze chimiche diserbanti calo' drasticamente la richiesta di manodopera con la conseguente scomparsa delle mondine e lo spopolamento delle enormi tenute agricole.
Le cascine sopravvivono ancora oggi, riadattate alle nuove tecnologie e esigenze di mercato; molte di esse sono visitabili e rappresentano la chiave per comprendere il successo del Vercellese come “provincia europea del riso”.

 

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